L’amnesia di Conte e Jovetic nuovo… Ganz

Foto IPP/Sabattini - Modena 30/08/2015 Calcio Campionato serie A 2015 2016 - Carpi - Inter - Nella foto Jovetic esulta dopo il golPREMIO GANZ – “El segna semper lù” gridavano e scrivevano sugli striscioni i tifosi dell’Inter pre-Ronaldo per festeggiare i gol a raffica di Maurizio Ganz. Adesso nella nuova Inter 2015-16 “el segna semper (e solo) lù”, dove il “lu” ha il numero 10 e le sembianze di Stevan Jovetic. Jo-Jo 3 gol, Inter 6 punti. Elementare Watson, elementare Mancini…

PREMIO SMEMORATO (DI LECCE) – C’era una volta lo smemorato di Collegno, storia vera del Primo Dopoguerra ripresa in un famoso film di Totò. Ebbene, lo smemorato (di Lecce) è il nostro ct Antonio Conte che per il doppio impegno azzurro non trova spazio tra i 28 convocati (dicansi 28…) per Daniele Baselli, oggi come oggi il centrocampista italiano più in forma. Conte ha invece chiamato in mezzo al campo, tra gli altri, Bertolacci (da incubo il suo avvio milanista), Parolo (frastornato in questi giorni come la sua Lazio) e Pirlo (36 anni, in dorato prepensionamento a New York). A proposito di Milan: chi spiega perchè Baselli era già stato acquistato nel gennaio scorso (con tanto di visite mediche già fissate) e poi è stato lasciato a Bergamo e infine è approdato al Toro? Cairo e Ventura sentitamente ringraziano.

PREMIO SOCRATES & MADJER – Tacco di Dio (il compianto Socrates) o Tacco di Allah (Madjer): Riccardo Meggiorini ha servito un assist all’altezza di cotanti prestigiosi “tacchisti” del calcio mondiale. Il suo colpo di tacco per il gol di Paloschi rimarrà una delle cose più belle di questo campionato.

PREMIO BOSNIA CAPUT MUNDI – Due specialità della casa: la punizione tagliata e il colpo di testa. Due interpreti di lusso, Miaralem Pjanic ed Edin Dzeko. I migliori giocatori del calcio bosniaco regalano tre punti importanti alla Roma e affossano la Juve quadricampione d’Italia. I due, 14 mesi fa, avevano messo insieme la firma sull’unica storica vittoria della Bosnia ai Mondiali, nel 3-1 (inutile ai fini della qualificazione agli ottavi) inflitto il 25 giugno 2014 all’Iran.

PREMIO GATTO DI MARMO – Giorgio Chiellini è forse il più sopravvalutato difensore italiano degli ultimi vent’anni. La sua reattività sulla zuccata (praticamente da fermo) di Dzeko per il raddoppio romanista contro la Juve ne è la fotografia lampante. Il Chiello lo marca (si fa per dire) davanti e non – come impone il manuale del perfetto stopper – da dietro. Purtroppo per la Juve e per la Nazionale di topiche del genere Chiellini negli ultimi anni (diciamo a partire da Euro 2012) ne ha regalato a bizzeffe.

PREMIO PANE AL PANE – Il Milan gioca male, non merita di battere l’Empoli. San Siro fischia a fine primo tempo (sull’1-1) ma applaude a fine partita. Sinisa Mihajlovic però vince il premio all’onestà: pane al pane, non si nasconde davanti a microfoni e taccuini. E ammette, in sostanza, che questo Milan fa proprio… schifo. In attesa di Witsel o chi per lui…

PREMIO RIMONTA – I gol di Quagliarella? I guizzi di Baselli? Le geometrie di Ventura? Le accelerate di Bruno Peres? Nossignori. I segreti del Torino primo in classifica e qualificato per gli ottavi di coppa Italia si chiamano paradossalmente Fornasier, Soddimo e Marcos Alonso. Sono i marcatori di Pescara (con la collaborazione del portiere granata Ichazo), Frosinone e Fiorentina che hanno svegliato il Toro assopito. Sempre sotto nei primi minuti (rispettivamente nelle tre gare al 17′, 6′ e 10′) e poi sempre vincente alla fine.

PREMIO SANA PROVINCIA – Chievo e Sassuolo lassù in cima alla classifica, in compagnia di Inter, Torino e Palermo a +6 sulla Juve vicecampione d’Europa. Complimenti a Maran e Di Francesco e alle rispettive società. Si aspettano viceversa i primi punti da Carpi e Frosinone, ancora al palo. Per la gioia, magari, di Lotito. Che in ogni caso ha altro a cui pensare. Per esempio,  a una Lazio fuori dall’Europa che conta e che nel giro di cinque giorni si prende sette pere senza segnare un gol.

 

Il tocco di Delneri nel poker juventino

PREMIO POKER BIANCONERO – Tevez? Troppo facile. Pogba? Troppo scontato. Buffon o Pirlo? Troppo classico. La palma del miglior bianconero per lo scudetto numero 31 (quarto consecutivo, primo dell’era Allegri) vogliamo darla – andando assolutamente e volutamente controcorrente – ad Andrea Barzagli. Pur in una stagione tormentata sotto l’aspetto fisico che lo ha visto rimanere ai margini parecchi mesi, quando è stato chiamato all’opera (7 volte in campionato e 3 in Champions) Barzagli si è dimostrato ancora una volta il miglior difensore della Juve. E per estensione del calcio italiano. Anticipo, senso della posizione, personalità. E grande correttezza. Insomma, il campione silenzioso che fa la fortuna di tutti gli allenatori. E a proposito di allenatori, rendiam qui merito a Gigi Delneri, colui che nel gennaio 2011 lo volle fortissimamente in bianconero. Perchè ne conosceva alla perfezione il valore, avendolo fatto esordire in A con il Chievo a 22 anni e ritrovato poi a Palermo nella stagione che sarebbe sfociata nel Mondiale a forti tinte rosanero (con lui, ricordiamo, Grosso, Zaccardo e Barone). Chiellini e Bonucci sono molto più “mediatici” e segnano più di lui. Ma quando sta bene e c’è da presidiare la porta di Buffon, nella Juve e in azzurro, nessuno fa meglio di Barzagli.

PREMIO  MATERASSO – Solo sette squadre hanno fatto difensivamente peggio del Milan, che in 34 giornate ha incassato la bellezza di 45 gol. La cosa curiosa e paradossale è che Diego Lopez è stato tra i pochi rossoneri a salvarsi in questa disgraziatissima stagione. Risultando spesso e volentieri il migliore in campo.

PREMIO CORE DE ROMA – Di Alessandro Florenzi non ci era piaciuto, qualche settimana fa, quel tono intriso di vittimismo e complottismo dopo la sfida al Comunale-Olimpico contro il Torino. Di Alessandro Florenzi ci piacciono invece tantissimo certi suoi gol d’autore (tra poco li potremo tramandare come gol “alla Florenzi”), l’ardore e la grinta che ci mette sudando la maglietta giallorossa fino all’ultima goccia. Terzino, centrocampista, attaccante: Florenzi nella squadra di Garcia sa far tutto e lo fa bene. Forse a Prandelli continuano a fischiare le orecchie per averlo tagliato dai magnifici (si fa per dire…) 23 della fallimentare spedizione al Mondiale brasiliano.

PREMIO FISCHI ALLA SCALA – Forse, probabilmente, l’Inter andrà in Europa League, visto il cammino “operazione ciapanò” delle dirette concorrenti per l’Europa che conta poco. Di sicuro lo 0-0 contro il Chievo è stato un povero spettacolo. Ha voglia, Mancini, di contare le occasioni da rete dei nerazzurri. Verità verità, per dirla con il suo vecchio maestro Boskov, la squadra di Maran meritava di vincere e alla fine ha avuto le migliori opportunità per riuscire nell’impresa.   

 

Quel Llorente versione Ian Rush…

PREMIO IAN RUSH – Lo scorso anno aveva stupito tutti, Conte per primo: dopo un inizio difficile, Fernando Llorente si era conquistato spazio a suon di gol risultando determinante per lo scudetto numero 30, quello record dei 102 punti. Adesso il Navarro è ancora a quota zero e ai tifosi bianconeri over 40 ricorda sempre più, per movenze e lucidità in zona gol, Ian Rush. Un gigante nel Liverpool, un pippone nella Juve.
PREMIO HIGUAIN – Il Pipita trasformato in Pippone ha trovato un degno sostituto: Josè Maria Callejon. Lo spagnolo in un anno e mezzo ha segnato più gol in A di quanti ne aveva firmato in cinque stagioni nella Liga (21 contro 18). Insomma, ci pensa lui a fare… l’Higuain, con l’argentino ancora a secco in campionato. Per ora la sfida dei bomber azzurri in A recita: Callejon batte Higuain 6 a 0. Insomma il primo set è di Josè Maria.
PREMIO ZAMPARINI – Il presidente Luca Campedelli è un gran signore, ma ultimamente si sta… zamparinizzando. Corini per Di Carlo, Corini per Sannino, Maran per Corini. Un tris incredibile nelle ultime tre stagioni. L’augurio è che al sostituto di Corini le cose vadano come… a Corini nei tornei 2012-13 e 2013-14. Salvezza al quadrato. E così Campedelli più che un mangiatore di panettoni & pandolci sta diventando sempre più un mangia-allenatori.
PREMIO NICCOLAI – Impazzano sul web le ironie sull’autogol di Rafa Marques che ha spianato la strada alla vittoria del Milan nella (fu) fatal Verona. Agli over 50 la prodezza al contrario del messicano ha ricordato le autoreti d’autore del difensore del Cagliari e della Nazionale, Comunardo Niccolai. Anche se a dire il vero il record in materia appartiene a due big azzurri e rossonerazzurri: Franco Baresi e Riccardo Ferri in tempi però dove era molto più facile vedersi affibbiato un gol al contrario (bastava un piccolo tocco, oggi l’autorete dev’essere proprio plateale).

DESTRO NON FA RIMPIANGERE TOTTI

I BUONI

DESTRO – Non fa rimpiangere Totti, apre e chiude la sfida contro la Samp con un colpo di testa piazzato e con un guizzo in area da centravanti vero. Se davvero tutti i guai dei mesi scorsi sono archiviati, il calcio italiano e la Nazionale ritrovano una grandissima punta in chiave Brasil 2014.
MARAN – Lezione di calcio alla Lazio, tre punti e una salvezza che non appare più come una chimera. Già dall’autorevole pareggio di San Siro contro l’Inter si era capito che il Catania versione Maran-2 (dopo l’esonero di De Canio) ha da giocarsi molte chances per rimanere in Serie A.
ICARDI – Al netto della sua (netta) posizione di offside, la zampata del 2-1 a Firenze che regala all’Inter una vittoria fuori casa dopo più di tre mesi è gol da vero “puntero”. E archivia finalmente mesi e mesi di sexy-tweet di cui francamente non ne potevamo proprio più…
EMERSON – Venerdì sera il missile all’incrocio di SuperMario Balotelli contro il Bologna aveva strappato applausi e rubato la scena. Beh, il mancino di Emerson a Cagliari è stato, se possibile, ancor più bello. Incredibile davvero la storia di questo 33enne centrocampista brasiliano alla sua prima stagione in A, sconosciuto al suo Paese e che fino a tre anni fa giocava nel Lumezzane, in Lega Pro.

I CATTIVI

PERIN & SCUFFET – I due più promettenti portieri del nostro calcio non consegnano alla storia errori particolari. Ma sicuramente sono i più arrabbiati tra i protagonisti di Genoa-Udinese 3-3. Tre gol sul groppone a testa per una domenica che non è l’ideale per chi gioca in porta…
HONDA – Da quando è arrivato al Milan, mai una magia, mai un tocco di quelli che pure lo caratterizzavano nei suoi trascorsi nel Cska Mosca e nella nazionale del Giappone. Anche contro il Bologna il nippo è parso un ectoplasma.
KLOSE – Clamoroso al Cibali: il vecchio guerriero tedesco non la vede mai. Gli anni passano anche per Miroslav, che ne ha 35 e ultimamente li dimostra tutti.