Le balle di Moggi e le ragioni di Seedorf

PREMIO BROMURO – Ok la grinta e la rabbia agonistica, ok la giustificazione che in quel pomeriggio friulano praticamente vedi sfumare il sogno scudetto. Ma non è accettabile la sceneggiata di Higuain. Il Pipita per la sua reazione scomposta nei confronti dell’arbitro Irrati rischia almeno un paio di giornate di stop, inguaiando ulteriormente un Napoli scivolato a -6 dalla Juventus. E complicando così la sua rincorsa al record storico di gol in serie A, detenuto dallo svedese Gunnar Nordahl (Milan) con 34 segnature nella stagione 1949-50. Invece del solito tè caldo, la prossima volta ci sarà da somministrare a Higuain una bella tazza di latte tagliato… con bromuro.

PREMIO SPQR – Con il capitano (non giocatore) e “capitan futuro” seduti in panchina, Alessandro Florenzi ha tenuto alta la bandiera dei romani-romanisti di giallorosso vestiti. Segnando il suo primo gol (e che gol) nella stracittadina, in una stagione che per lui era cominciata con il gioiello balistico rifilato al Barcellona. Dal cambio Garcia-Spalletti sembrava inizialmente penalizzato, invece a forza di corsa e sacrificio Florenzi si è conquistato anche la stima di Mastro Luciano.

PREMIO VADO AL MAXIMO – Prima la smargiassata del mancato saluto a Icardi (da villano, diciamolo…). Poi un primo tempo apatico. Quindi una ripresa monstre, al… Maximo: Maxi Lopez serve a Molinaro la gran palla dell’1-1 e a Belotti l’assist che provoca il rigore del sorpasso e l’espulsione di Nagatomo. La sua testa platinata è decisiva nella seconda vittoria consecutiva del Torino in casa Inter. Ricordando che l’anno scorso contro i nerazzurri a San Siro il suo ingresso fu determinante, così come la sua spizzata per il gol vincente di Moretti.

PREMIO VEGGENTE – L’indegna prestazione di Bergamo (dove peraltro c’era da onorare anche la memoria di Cesare Maldini) non solo provoca il ritiro punitivo giustamente deciso da Mihajlovic e scioglie gli ultimi eventuali dubbi sulla (non) permanenza del serbo sulla panchina del Milan 2016-17. Ma riabilita clamorosamente Clarence Seedorf. Un paio di anni fa, di questi tempi, erano emerse le sue esternazioni ad alcuni tifosi della Curva Sud: “per avere ambizioni di vertice, c’è da cambiare tre quarti di squadra”, questo il concetto dell’olandese. Se in società gli avessero dato retta, il Milan avrebbe guadagnato due anni e risparmiato i contratti di Inzaghi, Mihajlovic e del futuro prossimo tecnico rossonero.

PREMIO PINOCCHIO – Da sempre attenti lettori della rubrica di Luciano Moggi su Libero, non ci siamo persi nella scorsa settimana l’ennesima panzana scritta dal Moggi-giornalista (decisamente peggiore del Moggi dirigente). Don Luciano si scaglia contro Gigi Simoni, definito “malalingua” quando la Juve incontra l’Inter (evidentemente perchè non dimentica il crash Iuliano-Ronaldo…). Ebbene, Moggi riesumando un articolo della Gazzetta che ricordava come Recoba esordiente in A contro il Brescia fosse stato decisivo con la sua doppietta per la vittoria nerazzurra nella prima giornata del torneo 1997-98 (sì, proprio quello di Iuliano-Ronaldo…) non trova di meglio che scrivere: “In quel preciso momento l’allenatore nerazzurro sapeva di fare cosa irregolare facendo giocare un atleta il cui passaporto era stato falsificato.” Urge per Moggi una bella cura a base di fosforo per fargli ritornare la memoria. Recoba, infatti, nella stagione 1997-98 era un calciatore extracomunitario a tutti gli effetti e dunque il suo impiego in quella partita assolutamente legittimo. Il passaporto taroccato, infatti, lo ottenne soltanto due anni dopo, il 12 settembre 1999. Quando Gigi Simoni allenava il Piacenza.

PREMIO FIGURINE PANINI – Le spettacolari prodezze di Mauricio Pinilla (segnalato da Zamorano a Moratti e comprato dall’Inter una dozzina di anni fa) sono ormai un must. E a questo punto sarebbe il caso che le Edizioni Panini Modena procedessero a cambiare l’immagine delle mitiche “figu” sostituendo l’ormai datata rovesciata di Carletto Parola con una di quelle del cileno. Un vero esperto in “chilena”, come in Sudamerica chiamano le rovesciate volanti.

 

Milano piange con Harakiri Nagatomo e Saponetta Abbiati

PREMIO HARAKIRI – Yuto Nagatomo, capitano contro il Cagliari, ha sulla coscienza una bella fetta del tracollo nerazzurro a San Siro. Suo il goffo assist di testa per il vantaggio sardo di Sau, sua la scriteriata entrata da dietro su Cossu che gli vale il secondo giallo, ergo l’espulsione.
PREMIO GIGI RIVA – Albin Ekdal, aitante 25enne centrocampista svedese del Cagliari importato dalla Juve sei stagioni orsono dal Brommapojkarna (avversaria del Toro nei preliminari di Europa League) aveva segnato fin qui 5 reti nelle sue precedenti 138 esibizioni in Serie A. Contro l’Inter ha fatto tris, riuscendo laddove la massima gloria del calcio rossoblù, Gigi Riva, non era mai riuscito neppure ai tempi d’oro dello scudetto 1970: segnare una tripletta a San Siro. E dire che Ekdal non è una punta e neppure un centrocampista particolarmente offensivo. Miracoli di Zemanlandia…
PREMIO SAPONETTA PILONI – Piloni negli anni Settanta è stato uno dei tanti “secondi” di Dino Zoff alla Juve. Poche partite, ma la sua carriera – proseguita poi in altre squadre, Pescara in primis – rimane legata al soprannome di Saponetta, non proprio un complimento per un portiere. E Saponetta si è dimostrato anche Abbiati servendo a Succi con i suoi guantoni a presa zero la palla del momentaneo vantaggio del Cesena. Per il Milan, dopo le cappelle in serie dei difensori centrali, ecco il megaerroraccio di un portiere in chiara parabola discendente.
PREMIO BELLA STATUINA – Il serbo Maksimovic, 23 anni tra due mesi, è un buon difensore: gioca dietro nella linea a tre o anche da esterno nei cinque di centrocampo. Ha pure assaggiato la Nazionale serba. Ma le immagini della domenica del pallone ce lo consegnano piantato come un palo della luce di fronte allo scatto felino di Babacar. Una mossa da bella statuina costata al Toro due punti contro la Fiorentina.
PREMIO DOVE STA ZAZA’ – 31 agosto, Mapei Stadium di Reggio Emilia: un gol da urlo; 9 settembre, Oslo: il primo gol azzurro nel debutto ufficiale per punti della nuova Italia targata Conte. Simone Zaza, bomber lucano classe ’91 con futuro probabile in bianconero Juve dev’essere rimasto in Norvegia. Di lui si sono perse le tracce da almeno una ventina di giorni. Dopo la sbornia di elogi l’eclissi totale.
PREMIO MARADESTRO – Una prodezza come quella firmata da Mattia Destro contro il Verona non si vedeva da quasi vent’anni: a subirla sabato all’Olimpico è stato Gollini, il 20 ottobre ’95 -ovviamente con il suo piede sinistro- Diego Maradona aveva uccellato un altro portiere del Verona, Giuliani, al San Paolo. Gol da autore, gol da applausi.
PREMIO COCHISE – Da Fuerte Apache – il barrio umile di Baires dove è nato e cresciuto – il condottiero della Juve ha preso  proprio il coraggio e la personalità di un Capo Indiano. Quattro gol in campionato e due in Champions, il tutto in sole cinque gare complessive. Carlitos Tevez è l’anima della Juve. Di quella di Conte ieri e di questa di Allegri oggi.
PREMIO BOMBONERA – Non proprio una partitissima, il derby genovese. Ma almeno il pubblico è stato all’altezza delle attese e della tradizione. Grazie alla gradinata Nord e Sud Genoa-Samp si conferma appuntamento comunque spettacolare, con Marassi degno della Bombonera del Boca. Sarà perchè lì emigrarono centinaia di migliaia di liguri, o forse perchè il Boca è chiamato equipo xeneize, in quanto fondato dalla comunità genovese…

 

Berardi e Florenzi, giovani da sballo

I BUONI

BERARDI – Ci permettiamo di eccepire con i (tanti) colleghi della carta stampata che gli hanno negato il 10 in pagella (unica eccezione, Andrea Ramazzotti del Corriere dello Sport). Ma come? Uno segna 4 gol, la sua squadra vince 4-3 e non merita il massimo dei voti? Onore e lode a Domenico Berardi, classe ’94, futuro attaccante della Juve e (se continua così) della Nazionale.
MIHAJLOVIC – Con Delio Rossi la Sampdoria aveva un piede e mezzo in Serie B, l’arrivo di Sinisa sulla panchina doriana ha risollevato le quotazioni dei blucerchiati che adesso hanno solo un punto in meno del Milan…
MAROTTA – Nella Juventus dei record i meriti di Conte e di tanti singoli rischiano di oscurare quelli di Beppe Marotta. Capace di portare a costo zero in bianconero prima Pirlo, poi Pogba e infine Llorente. E di pescare in Bundesliga un Vidal che adesso vale almeno quattro volte la cifra (11 milioni) versata al Bayer Leverkusen nell’estate 2011.
FLORENZILa Roma ai romanisti è un vecchio mantra sempre di gran moda a Trigoria e dintorni. Dopo Totti, De Rossi e Aquilani (poi approdato ad altri lidi) ecco Florenzi. La sua rovesciata che sblocca la sfida contro il Genoa è una perla che rimarrà al top per tutto il 2014.

I CATTIVI

MOURINHO – Per interposta persona… Solo un grande provocatore può pensare, al Real Madrid, di far fuori Casillas per far spazio ad Adan. Le cappelle del portiere del Cagliari contro la Juve sono da galleria degli orrori.
BALLARDINI & REJASperiamo di non assistere più a squallidi spettacoli come Bologna-Lazio di sabato scorso. Zero a zero nel tabellino, sotto zero in quanto a spettacolo.
BONERA & ZAPATA – La banda del buco rossonero a Reggio Emilia la combina grossa. I due centrali del Milan hanno sulla coscienza la cacciata di Massimiliano Allegri. Scusate se è poco.
MAZZARRI – Verissimo, l’Inter è in forte credito con gli arbitri. Ma la partita contro il Chievo rimane comunque di una notevole pochezza. E, se vogliamo, il gol ingiustamente annullato a Nagatomo era nato non da una pregevole trama offensiva ma da un tiraccio sbilenco di Jonathan. Visto che Mazzarri parla spesso di episodi, beh, quel gol sarebbe stato un Episodio con la maiuscola. Anzi, per dirla chiaramente, una bella botta di culo…